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Contratto collettivo di lavoro

Negli scorsi decenni, comedia e i suoi membri sono riusciti a conquistare un Contratto collettivo di lavoro (CCL) all’avanguardia per i salariati dell’industria grafica. Ovviamente anche questo CCL è ancora perfettibile, però offre già oltre il 25% di prestazioni in più rispetto al minimo legale.

Stop allo smantellamento salariale !


Il nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) dell’industria grafica deve mettere fine a sette anni di vacche magre. L’hanno deciso all’unanimità i delegati nell’ambito della Conferenza di settore tenutasi il 17 maggio u.s. a Berna. Gli aumenti necessari ammontano a 500 franchi per i minimi salariali e a 150 franchi per i salari reali.

La conferenza di settore tenutasi a Berna si è rivelata molto animata e determinata. I sessanta delegati giunti da tutta la Svizzera hanno subito indicato le priorità : i salariati hanno raggiunto il limite della sopportazione e le aspettative per il prossimo rinnovo contrattuale sono concrete. Come indicato dall’indice dei salari dell’Ufficio federale di statistica, l’industria grafica ed editoriale è il settore che più ha sofferto dal 2002. I salari sono diminuiti dello 0, 2 % in valore reale ! Il contrasto è manifesto in particolare rispetto ai risultati dei grandi editori che presentano benefici sfrontati.

Rivendicazioni legittime

La direzione del settore, tramite il neo presidente Niklaus Dähler, aveva indicato consegne chiare : “non più di due o tre priorità”. Nessuno ha avuto dubbi a tale riguardo : aumento dei salari minimi, miglioramento dei salari reali e dichiarazione generale di forza obbligatoria per il CCL, per impedire dumping salariale e sociale. Hans-Peter Graf e Pedro Sancho, segretari centrali, hanno portato, nei diversi ambiti rivendicativi, argomenti di peso : “La rivendicazione di un aumento salariale reale è la risposta logica alle perdite degli ultimi anni. Ugualmente salari minimi più elevati rialzano l’attrattività del settore”.

Progetti inaccettabili di smantellamento

Mediante le rivendicazioni salariali comedia vuole rimettere in questione il sistema di negoziato praticato fin’ora. Secondo Hans-Peter Graf “le trattative salariali annuali a livello di azienda si sono rivelate un fiasco. Occorre ristabilire la compensazione automatica del rincaro fino alla concorrenza del 2 % nell’ambito di negoziati gestiti dai partner sociali”. Il sindacato dell’industria grafica non cederà di fronte a minacce di smantellamento avanzate dall’associazione padronale Viscom, che vorrebbe ridurre le indennità per il lavoro notturno.

Sollecitazioni romande

I delegati non si sono accontentati delle rivendicazioni prioritarie perché i bisogni di recuperare quanto perso dal 2003 sono importanti. I rappresentanti romandi, guidati dal loro combattivo segretario Bernard Remion, si sono battuti con successo affinché gli imprenditori finanziano in futuro l’80 % dei premi dell’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia e a favore dell’estensione della proibizione di licenziare in caso di malattia fino a 720 giorni. Altra rivendicazione avanzata dai Romandi : beneficio di una settimana in più di vacanze per chi lavora regolarmente la notte.

Commissioni convincenti

Infine i rappresentanti delle Commissioni giovani, donne e migranti hanno proposto altre rivendicazioni (13 salario obbligatorio per gli apprendisti, congedo maternità di 18 mesi, congedo paternità, corsi di lingua per gli alloglotti e parità di salario a pari lavoro).

Questa lunga giornata, caratterizzata da discussioni animate, ha permesso di redigere una lista delle rivendicazioni. È ben chiaro per i delegati che le cose serie non sono che all’inizio, in particolare i negoziati che inizieranno in autunno e che potranno avere un esito positivo solo nel caso di un’ampia mobilizzazione. L’appello finale del collega Dähler, presidente del settore, non lascia dubbi : “Noi ci batteremo e faremo pressioni in seno alle aziende. Tutti e tutte abbiamo un ruolo da giocare”.

Beat Jost (traduzione e adattamento Gabriele Castori)