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Un progetto per il futuro

Facciamo un passo in dietro : perché comedia cerca una nuova fusione ?

Danièle Lenzin: Perché dobbiamo e  perché vogliamo. Comedia è troppo piccola per garantire in tutta la Svizzera
una cornice ottimale ai propri iscritti e per produrre la sufficiente forza di mobilitazione in caso di conflitto. Da quando nel 2005 si sono cominciate ad intraprendere elle misure di risparmio comprendenti alcuni licenziamenti, il problema si è acutizzato.
Roland Kreuzer: Al contempo desideriamodiventare più forti. Più forti nei settori nei quali siamo presenti e più forti nel raggiungere altri ambiti non ancora sindacalizzati. Tutto ciò richiede delle risorse delle quali attualmente non disponiamo. Nel dire questo penso ad esempio al settore dei media elettronici, all’universo di internet o a quello della pubblicità. Il settore della comunicazione si sviluppa ma non dove noi siamo già ben radicati.

Al Congresso 2007 di Basilea si parlava di due progetti di fusione. Quello con Unia o quello con Syndicom. Oggi esiste una variante che prevede insieme a Syndicom anche la VPOD. Il progetto Unia è stato archiviato ?

RK: No, portiamo avanti entrambi i progetti così come deciso dal Congresso. Elaboreremo uno scenario anche con Unia che però differisce dal progetto con Syndicom e VPOD. Con Unia discutiamo del posto che occuperebbe comedia e di come i nostri settori verrebbero ripartiti e rinforzati in seno ad Unia. Nel 2009, il Congresso dovrà decidere e scegliere l’opzione migliore per comedia.
DL: da quando la VPOD si è unita al progetto il compito è diventato ancora più complesso e interessante. Essendo un grande partner questi si situa perfettamente nella logica del mandato dato dal Congresso.

Come mai la VPOD si è affiancata al
progetto ?


RK: Per noi era chiaro che non ci sarebbe potuto essere un progetto di fusione che si limitasse a Syndicom. Per questo ci sono stati per prima cosa dei contatti informali a livello di presidenza per poter esaminare se questa prospettiva potesse essere viabile. Abbiamo poi concretizzato le discussioni al punto di iniziare a sviluppare l’attuale progetto.

Il presidente di Syndicom Christian Levrat è stato recentemente eletto alla testa del PS. Senza di lui il progetto è a rischio ?

RK: Syndicomè determinato nel cercare nuove prospettive in seno ad un grande sindacato con la stessa motivazione nostra : rinforzare il movimento sindacale. Questa idea è
ampiamente sostenuta all’interno di Syndicom. Non penso dunque che cambierà direzione dopo la partenza
di Christian.
 
Il giornale « Sonntag » ha scritto che questo diventerà il sindacato della classe media. Siete d’accordo ?

DL: Beh, anche questo fa parte del progetto ma non ne costituisce la parte portante. Il progetto prevede di creare un sindacato interprofessionale forte nell’ambito dei servizi e della comunicazione. Oggi questo settore è molto diversificato. Alcuni impiegati rimangono nella rete della precarietà altri approfittano di una migliore formazione. Desideriamo che vi sia un riavvicinamento proponendo a tutti una buona formazione professionale. Non vogliamo con ciò rivolgerci ad una classe sociale particolare. Ci sono questioni cardine che riguardano però tutti i lavoratori e le lavoratrici indipendentemente dai settori lavorativi. Per questo vale la pena unirsi e collaborare : per risolvere questi problemi.

Quale sarà il vantaggio per i membri
di comedia ?


RK: L’obiettivo è di sviluppare delle sinergie e di utilizzarle. Vale a dire che tutto ciò che fa parte dell’amministrazione (Back Office) – giornali, amministrazione deimembri, segretariato – sarà più vantaggioso per ogni iscritto. Guadagnamo così delle risorse a livello di personale e finanziario che potremo investire invece nel lavoro sindacale e di mobilitazione nei settori e nelle aziende. E questo è nell’interesse degli iscritti. DL: Potremo intervenire anche in modo più professionale in certi settori e sviluppare delle campagne più efficaci. Comedia non sarà più il « piccolo sindacato» di oggi, bensì un’associazione di sindacati attrice di ruolo del movimento sindacale.
 
Quali potrebbero essere gli ostacoli ?

RK: Una discussione di fusione necessita un grande impegno. Oltre alle discussioni relative ai vari CCL abbiamo quotidianamente delle nuove sfide da affrontare. Per questo è necessario che il processo di fusione sia rapido : dobbiamo al più presto poter investire le nostre forze in pieno nel lavoro sindacale.

Il calendario che avete presentato permette un dibattio che coinvolge la base ?

DL: Sì, in effetti ci stiamo già lavorando. Abbiamo il vantaggio di aver lanciato il dibattito già nel congresso del 2007. Certo alcuni membri esprimono un grande interesse e altri meno. Sono però sicura che avremo un dialogo di qualità che ci porterà a buon fine.

Le strutture dei tre sindacati sonomolto diverse. Come si farà a semplificarleal momento dell’unione ?

RK: È molto più importante che i settori abbiano, in seno al nuovo sindacato, delle competenze e un margine di manovra sufficienti. I settori non hanno bisogno di essere organizzati tutti allo stesso modo. Per l’industria grafica che dispone di una convenzione nazionale collettiva con tante piccole imprese su tutto il territorio la struttura sarà diversa che per il settore della posta, per esempio, che
ha un datore di lavoro nazionale. Per i settori della VPOD le condizioni di lavoro sono invece negoziate a livello cantonale e comunale e a volte devono anche passere attraverso il Parlamento. Sarà dunque la specificità di ogni categoria che ci suggerirà il modo di organizzarla affinché possa essere il più efficace possibile.

Quest’anno comedia, uno dei più vecchi sindacati d’Europa, festeggia 150 anni. Riuscirà a festeggiare i 175 ?

DL: Forse non come comedia, che esiste formalmente solo da 10 anni, ma come nuova organizzazione. I nostri gruppi professionali non perderanno la loro identità storica. Se questo progetto riesce, l’idea di base di organizzazione e di solidarietà continuerà il suo già lungo cammino, con nuova forza verso un nuovo avvenire.

Intervista : Rebecca Vermot
Adattamento : Barbara Bassi